RSS

Archivio mensile:dicembre 2011

Auguri di Buon Natale!

 

image

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 24 dicembre 2011 in News

 

Etica della rappresentanza

In questi giorni il dibattito è fortemente centrato sull’entità ed i contenuti della manovra proposta dal Prof. Monti, che chiede indubbiamente a tutti i cittadini di affrontare nuovi sacrifici. Tra i punti della manovra appare l’altrettanta indubbia esigenza del taglio della spesa pubblica, tra cui le voci di costo relative agli oneri della politica ricoprono un tema di grande attualità.

Il taglio degli enti inutili, l’eliminazione delle province, l’allineamento delle indennità dei membri del parlamento e l’eliminazione dei vitalizzi “facili” sono temi di forte presa sui cittadini. In particolare la rivisitazione delle indennità e dei vitalizzi dei parlamentari unisce trasversalmente l’elettorato da destra a sinistra.

Ricondurre l’abbassamento dei costi dei parlamentari ad essere una soluzione alternativa ai nuovi carichi fiscali non è obiettivamente corretto, ma certamente ciò assumerebbe una forte valenza etica, di “segnale”, nell’intento di ricostruire un rapporto di fiducia tra il cittadino ed il proprio rappresentante.

Ci si dovrebbe aspettare che le recenti vicende nazionali conducano ad un nuova posizione dei cittadini rispetto alla politica, così come dei politici rispetto al proprio ruolo.

Per quanto riguarda i cittadini si è più volte sottolineato in questo blog l’esigenza di un crescente interesse e di una maggior partecipazione “civica”, verificabile nei prossimi mesi e soprattutto alla prossima tornata elettorale.

Per ciò che riguarda i rappresentanti politici non appare ancora evidente la “grande svolta”, chiesta a gran voce, considerate le recenti inchieste giornalistiche e le reazioni ad esse e alle proposte governative che coinvolgono i diritti dei parlamentari.

Rimane pertanto attualissima la necessita di sollecitare ulteriormente tutte le rappresentanze politiche presenti in parlamento a riappropriarsi di un’etica del loro ruolo, in quanto da esse deve necessariamente partire la manovra di ricucitura del rapporto con l’elettore, che deve riappropriarsi della sensazione di vivere nello “stesso mondo” dei propri rappresentanti.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 15 dicembre 2011 in News

 

Mai più “cittadini indifferenti”!

Considerazioni che vengono dal passato, attuali più che mai, dovrebbero portare ciascuno di noi a valutare la propria posizione all’interno del periodo storico che stiamo vivendo.

Riproposte anche dalla coppia di comici Luca e Paolo.

“Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita … L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti … Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un’epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano …” (Antonio Gramsci, 1917, da “la città Futura”)

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 13 dicembre 2011 in News