RSS

Finito il Berlusconismo?

16 Nov

Riprendendo l’intervento di Sandra Bonsanti (linkato su questo blog il 10 novembre) ed in particolare una sua frase: Vale dunque la pena di imboccare la strada del governo Monti, per difficile che sia. E bisogna crederci, senza retro pensieri”.

L’attuale situazione politica ed economica dell’Italia arriva da lontano: da un approccio del singolo individuo, tipicamente italico, verso le istituzioni ed i propri obblighi e da un conseguente progressivo decadimento dei ruoli e degli obiettivi che hanno guidato le scelte di vari governi, decadimento che certamente negli ultimi anni ha subito una forte accelerazione.

Alcune posizioni, confermate anche in questi giorni, mostrano come la sicurezza di una svolta sia ancora molto lontana. L’avversione al governo Monti, visto da qualcuno come espressione della lobby dei banchieri, unisce trasversalmente esponenti e gruppi di destra e sinistra.

Berlusconi ha lasciato la guida del governo, forse si allontanerà progressivamente dalla scena politica, ma il berlusconismo non cade automaticamente con il suo abbandono, dovrà essere progressivamente smantellato, eliminando la parte di essa che risiede in ciascuno di noi.

L’ascesa di Berlusconi non è stata conseguenza di un colpo di stato, ma di una libera elezione, in cui la maggior parte degli elettori si sono riconosciuti nel modello da lui proposto. La sua permanenza è stata inoltre favorita dalla dall’incapacità di chi non lo appoggiava nel proporre altri modelli alternativi al suo, in cui i cittadini elettori potessero riconoscersi.

Uno degli aspetti che ci ha condotto alla situazione attuale è forse la tendenza che ci porta, come popolo, o come appartenenti ad uno schieramento, a cercare sempre un colpevole esterno per i mali che ci affliggono, rifiutando l’opzione che possiamo essere noi stessi ad aver causato o favorito ciò che ci colpisce negativamente.

Ora Berlusconi si è dimesso da Premier e pertanto alcuni cominciano a cercare un altro obiettivo a cui poter mirare, a cui poter affibbiare le colpe della crisi, della mancanza non solo di lavoro, ma anche di ideali, comportamenti che certo il berlusconismo ha accentuato, ma che forse risultavano già presenti nelle singole persone.

Ora è il nostro momento, la “società civile” è chiamata, ora più che mai, ad un grosso sforzo di responsabilità personale del singolo individuo, riappropriandosi del proprio ruolo (speriamo aiutato da una nuova legge elettorale) di giudice dell’operato dei propri rappresentanti.

Tale potere potrà essere efficacemente utilizzato solamente attraverso una obiettiva analisi di ciò che ci circonda, dal superamento di posizioni di comodo che ci evitano di dover “pensare” e dalla presa di coscienza che la difesa ad oltranza di piccoli interessi di parte può determinare grandi danni alla collettività.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 16 novembre 2011 in News

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: