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Berlusconi lascia, ma le istituzioni rimangono sotto attacco.

15 Nov

Gli eventi degli ultimi giorni, le dimissioni del Presidente del Consiglio Berlusconi ed il mandato al prof. Mario Monti per costituire un nuovo governo, i festeggiamenti di piazza e le posizioni espresse dai diversi partiti, segnano un nuovo punto di svolta nella storia nazionale.

Le condizioni economiche e sociali in cui versa lo stato ed gli italiani hanno portato le componenti politiche a convergere verso la presa di coscienza che una campagna elettorale non è compatibile con le necessita attuali della Nazione e del suo popolo.

Il governo “tecnico” o di “unità nazionale” che si verrà a creare dovrà raccogliere, nelle prossime ore, il sostegno della maggioranza del Parlamento Italiano, costituito dagli stessi rappresentanti che vi sedevano prima delle dimissioni di Mr. B., regolarmente eletti nel 2008 e che continueranno ad essere legittimati a legiferare fino alla naturale scadenza della legislatura.

Alcune affermazioni, espresse rispetto ai nuovi futuri scenari, richiedono tuttavia di sostenere ancora, con sempre maggior forza, le istanze dirette verso un forte senso di responsabilità nazionale e di rispetto della Costituzione e delle forme di organizzazione dello stato che essa prevede.

Il nascente governo sarà legittimato ad operare finché potrà contare sull’appoggio parlamentare ed ogni attacco o accusa di illegittimità che venga mossa ad esso è un attacco al cuore costituzionale.

Affermazioni come “si sta facendo un colpo di stato, questo è l’ultimo parlamento eletto dai cittadini italiani” (on. Scilipoti), oppure come “Inizia un’altra repubblica: la terza? Che annuncia di voler cancellare la sovranità nazionale dell’Italia, la Costituzione Repubblicana, ogni forma di reale espressione della volontà popolare” (Giulietto Chiesa), rappresentano un attacco frontale alle istituzioni dello Stato, al Presidente della Repubblica, al Parlamento, alla stessa Costituzione.

L’abbandono di Berlusconi rappresenta un’opportunità di ricostruire un nuovo ruolo delle istituzione attorno alla Costituzione, ma richiede alla cosiddetta “società civile” di mantenere alta la guardia, affinché la situazione non venga strumentalizzata da pochi, per pilotare posizioni di parte, non coerenti con gli interessi nazionali del momento.

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Pubblicato da su 15 novembre 2011 in News

 

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