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Archivio mensile:novembre 2011

Le “crisi” italiane.

La crisi economica in cui versa l’Italia ci pone in una situazione di grande attenzione, rispetto al futuro che ci aspetta, a ciò che dovranno affrontare le nuove generazioni ed alle possibili tensioni sociali che in momenti di particolare difficoltà potrebbero esplodere.

Quella economica purtroppo non è la sola crisi in cui versa l’Italia; ad essa si sovrappone un “crisi politica”, forse ancor più grave e pericolosa, che non si limita a rendere più dirompenti gli effetti derivanti dalla situazione economica. Può invece segnare il nostro destino verso una progressiva ulteriore degenerazione della capacità di reagire agli eventi come “società organizzata”, in cui possano essere valorizzati i principi di “libertà” del singolo, all’interno della “giustizia” sociale.

L’incapacità di porre nuovamente ad alto livello la Politica, intesa secondo la definizione di Giovanni Sartori, come “la sfera delle decisioni collettive sovrane”, elimina ogni possibilità di soluzione delle difficoltà che la nazione è chiamata oggi e in futuro a risolvere.

Il compito di ristabilire la dignità dell’attività politica spetta ad ogni singolo cittadino, ma oggi richiede in primo luogo un forte atto di rinnovamento da parte dei partiti che già occupano lo scenario politico italiano, facendo sì che i cittadini possono effettivamente riconoscersi in essi.

L’abbassamento del conflitto dopo l’insediamento del nuovo governo Monti, esso stesso una dimostrazione di fallimento per la politica, permette di porre maggior attenzione al rapporto tra cittadini, politici e Politica. Alcuni interessanti commenti sono stati esposti da Sandra Bonsanti, da TermometroPolitico, da Mauro Piras.

Forse dovrebbero farci riflettere anche alcune affermazioni “tra le righe” di noti politici (di destra e sinistra), per i quali, sintetizzando: “la fiducia al governo Monti è stato un atto di responsabilità, il mettere gli interessi nazionali davanti agli interessi di partito”.

Ma gli interessi di un partito politico che punti a governare possono non coincidere con gli interessi nazionali?

 
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Pubblicato da su 28 novembre 2011 in News

 

L’Italia è una Repubblica parlamentare?

Un “ironico” articolo pubblicato sul quotidiano on line Lettera 43 può portare a rileggere la Carta Costituzionale, per valutare lo stato delle istituzioni in questi giorni.

La seconda parte della Costituzione Italiana, nella Sezione II del Titolo I tratta della formazione delle leggi e recita testualmente: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. (art. 70) … L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. (art. 71) …”.

Il governo guidato dal Prof. Monti è entrato nel pieno delle sue facoltà, la bagarre politica dei giorni a cavallo delle dimissioni dell’ex Premier si è spenta ed il parlamento resta in attesa di ricevere le proposte di legge governative.

La Costituzione affida tuttavia al parlamento ed ai suoi singoli componenti un ruolo chiave e non di sola valutazione degli atti governativi.

Se da un lato alcune scelte certamente impopolari ed improrogabili possono essere demandate ad al governo, altre decisioni, di cui l’Italia ha grande necessità, devono rimanere nella sfera di competenza del Parlamento.

In attesa di dover valutare le proposte del governo Monti quali altri temi potrebbero essere discussi all’interno delle due Camere? Forse la domanda non è di così difficile risposta: legge elettorale, riforma “vera” della giustizia, conflitto di interessi, riduzione dei privilegi della politica, … Sono temi che tracceranno la strada che l’Italia vorrà percorrere e le regole che dovrà seguire negli anni futuri, aldilà dei freddi numeri contabili che determinano lo stato della nostra economia.

Confidiamo che le proposte in tali ambiti possano nascere all’interno dei due rami del parlamento, se dovesse essere l’attuale governo ad affrontarle, sarebbe una nuova ed ulteriore sconfitta della capacità politica dei nostri rappresentanti che oggi siedono in parlamento.

 
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Pubblicato da su 27 novembre 2011 in News

 

Finito il Berlusconismo?

Riprendendo l’intervento di Sandra Bonsanti (linkato su questo blog il 10 novembre) ed in particolare una sua frase: Vale dunque la pena di imboccare la strada del governo Monti, per difficile che sia. E bisogna crederci, senza retro pensieri”.

L’attuale situazione politica ed economica dell’Italia arriva da lontano: da un approccio del singolo individuo, tipicamente italico, verso le istituzioni ed i propri obblighi e da un conseguente progressivo decadimento dei ruoli e degli obiettivi che hanno guidato le scelte di vari governi, decadimento che certamente negli ultimi anni ha subito una forte accelerazione.

Alcune posizioni, confermate anche in questi giorni, mostrano come la sicurezza di una svolta sia ancora molto lontana. L’avversione al governo Monti, visto da qualcuno come espressione della lobby dei banchieri, unisce trasversalmente esponenti e gruppi di destra e sinistra.

Berlusconi ha lasciato la guida del governo, forse si allontanerà progressivamente dalla scena politica, ma il berlusconismo non cade automaticamente con il suo abbandono, dovrà essere progressivamente smantellato, eliminando la parte di essa che risiede in ciascuno di noi.

L’ascesa di Berlusconi non è stata conseguenza di un colpo di stato, ma di una libera elezione, in cui la maggior parte degli elettori si sono riconosciuti nel modello da lui proposto. La sua permanenza è stata inoltre favorita dalla dall’incapacità di chi non lo appoggiava nel proporre altri modelli alternativi al suo, in cui i cittadini elettori potessero riconoscersi.

Uno degli aspetti che ci ha condotto alla situazione attuale è forse la tendenza che ci porta, come popolo, o come appartenenti ad uno schieramento, a cercare sempre un colpevole esterno per i mali che ci affliggono, rifiutando l’opzione che possiamo essere noi stessi ad aver causato o favorito ciò che ci colpisce negativamente.

Ora Berlusconi si è dimesso da Premier e pertanto alcuni cominciano a cercare un altro obiettivo a cui poter mirare, a cui poter affibbiare le colpe della crisi, della mancanza non solo di lavoro, ma anche di ideali, comportamenti che certo il berlusconismo ha accentuato, ma che forse risultavano già presenti nelle singole persone.

Ora è il nostro momento, la “società civile” è chiamata, ora più che mai, ad un grosso sforzo di responsabilità personale del singolo individuo, riappropriandosi del proprio ruolo (speriamo aiutato da una nuova legge elettorale) di giudice dell’operato dei propri rappresentanti.

Tale potere potrà essere efficacemente utilizzato solamente attraverso una obiettiva analisi di ciò che ci circonda, dal superamento di posizioni di comodo che ci evitano di dover “pensare” e dalla presa di coscienza che la difesa ad oltranza di piccoli interessi di parte può determinare grandi danni alla collettività.

 
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Pubblicato da su 16 novembre 2011 in News

 

Berlusconi lascia, ma le istituzioni rimangono sotto attacco.

Gli eventi degli ultimi giorni, le dimissioni del Presidente del Consiglio Berlusconi ed il mandato al prof. Mario Monti per costituire un nuovo governo, i festeggiamenti di piazza e le posizioni espresse dai diversi partiti, segnano un nuovo punto di svolta nella storia nazionale.

Le condizioni economiche e sociali in cui versa lo stato ed gli italiani hanno portato le componenti politiche a convergere verso la presa di coscienza che una campagna elettorale non è compatibile con le necessita attuali della Nazione e del suo popolo.

Il governo “tecnico” o di “unità nazionale” che si verrà a creare dovrà raccogliere, nelle prossime ore, il sostegno della maggioranza del Parlamento Italiano, costituito dagli stessi rappresentanti che vi sedevano prima delle dimissioni di Mr. B., regolarmente eletti nel 2008 e che continueranno ad essere legittimati a legiferare fino alla naturale scadenza della legislatura.

Alcune affermazioni, espresse rispetto ai nuovi futuri scenari, richiedono tuttavia di sostenere ancora, con sempre maggior forza, le istanze dirette verso un forte senso di responsabilità nazionale e di rispetto della Costituzione e delle forme di organizzazione dello stato che essa prevede.

Il nascente governo sarà legittimato ad operare finché potrà contare sull’appoggio parlamentare ed ogni attacco o accusa di illegittimità che venga mossa ad esso è un attacco al cuore costituzionale.

Affermazioni come “si sta facendo un colpo di stato, questo è l’ultimo parlamento eletto dai cittadini italiani” (on. Scilipoti), oppure come “Inizia un’altra repubblica: la terza? Che annuncia di voler cancellare la sovranità nazionale dell’Italia, la Costituzione Repubblicana, ogni forma di reale espressione della volontà popolare” (Giulietto Chiesa), rappresentano un attacco frontale alle istituzioni dello Stato, al Presidente della Repubblica, al Parlamento, alla stessa Costituzione.

L’abbandono di Berlusconi rappresenta un’opportunità di ricostruire un nuovo ruolo delle istituzione attorno alla Costituzione, ma richiede alla cosiddetta “società civile” di mantenere alta la guardia, affinché la situazione non venga strumentalizzata da pochi, per pilotare posizioni di parte, non coerenti con gli interessi nazionali del momento.

 
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Pubblicato da su 15 novembre 2011 in News

 

l tricolore alla finestra quando B. si dimette

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Appena saranno ufficiali le dimissioni di Berlusconi, esponiamo alla finestra la bandiera italiana (o in mancanza, un panno). Sarà il segno del nostro attaccamento per la Costituzione, che ha resistito al più violento attacco mai subito da quando i nostri Padri ce l’hanno affidata. Viva l’Italia! – Viva la Democrazia! – Viva la Costituzione! Passiamo parola.

 
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Pubblicato da su 13 novembre 2011 in News

 

Sì al governo Monti, ripartendo dalla legalità

Segnaliamo questo interessante articolo, appena uscito sul sito ufficiale di Libertà e Giustizia, sui recenti sviluppi della politica italiana:

http://www.libertaegiustizia.it/2011/11/10/si-al-governo-monti-ripartendo-dalla-legalita/

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2011 in News

 

Un piccolo sacrificio per le popolazioni alluvionate

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Pubblicato da su 7 novembre 2011 in News